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Fra superbe distese di monti
e ridenti vallate di piani
i riflessi dei tersi orizzonti
dan bagliori diffusi ed arcani.
Lodolette il lor canto giulivo
rendon voce di grazie al buon Dio.
Pura è l'aria, la quiete infinita
e coi fior qui fiorisce la vita!
(Assalonne Boccetti, artista naïf annifano) |
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Delle bellezze di Annifo dice molto il brano di poesia
che apre questa pagina.
La prima bellezza del paese, infatti, è il suo ambiente
naturale.
Poi la sua gente, e scusateci la presunzione: un po' chiusa, ma
ospitale, sincera e leale.
Prima che la microcriminalità scoprisse anche i nostri paesini di montagna
come meta di veloci piccole rapine, ogni casa aveva la chiave nella serratura
e non era necessario chiedere permesso prima di entrare, ma si salutava ad
alta voce, con il piede già in casa d'altri, una volta alzato il saliscendi e
aperta la porta.
Non mancano, però, forse per la presenza del castello e per l'esistenza di
varie confraternite e del Monte Frumentario luoghi
di culto, arredi sacri e affreschi di una certa importanza. E forse i
secolari litigi tra pretendenti alla giurisdizione su Annifo, lo hanno
impoverito di altre bellezze. |
Nella chiesa di S Pietro, piccolo santuario
terapeutico in vocabolo Le Fosse, sopra l'altare maggiore, coperto da
una tela con l'effigie del Santo, si trova un affresco votivo del 1550, di
scuola folignate, rappresentante la gloria di S. Anna.
La tela viene tolta il 29 giugno, per mettere in vista l'affresco
sottostante.
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La contraddizione, in effetti, dimostra le origini
politerapeutiche del santuario, nel quale si trovavano, fino ad alcuni anni
fa, bastoni e grucce, ma anche bavaglini e vesti di bambini, per i quali le madri
avevano invocato il latte o la guarigione da malattie. |
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Tra ciò che rimane - attualmente custodito in luoghi sicuri - è notevole una croce astile
del 1400, recentemente restaurata, importante oggetto di oreficeria
folignate. Sul davanti campeggia la figura del Crocifisso, circondata dalla
Madonna, da S. Giovanni, S. Elena e S. Nicola da Bari. Sul retro, il Cristo Pantocràtor
- cioè onnipotente, trionfante - con ai lati S. Biagio e S. Lorenzo, Santa
Caterina d'Alessandria e S. Rinaldo. |
| Opera altrettanto importante è la pala d'altare del 1641, raffigurante la
Madonna del Rosario, tra i santi Domenico e Caterina, con S. Giuseppe e S.
Elena.L'immagine centrale è circondata dalla rappresentazione dei quindici
misteri. |
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Nella chiesa della Madonna del Piano,
santuario terapeutico incorporato, in epoca napoleonica, al cimitero, sono
stati di recente restaurati alcuni affreschi, tra cui una Madonna con Bambino
e i Santi Giuseppe ed Elena, sopra l'altare. |
| In seguito, a questa immagine, che è la più antica, furono affiancate le
figure di S. Antonio e di S. Francesco e nei sottarchi furono dipinte la
Madonna di Loreto, La Visitazione e, sul timpano della facciatina, una Natività di Maria. |
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| Pregevole è anche una statua di S. Elena, forse settecentesca, in legno
dorato e quella del Cristo morto che si porta in processione il Venerdì Santo. |
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